ENPA Sezione di Borgo val di Taro, Canile di Tiedoli

Medicina Veterinaria

Mercoled? 01 Gennaio 2020

La castrazione del cane maschio- Desiree Ferrari- Informazione di Parma-La Stampa

La castrazione del cane maschio, pur avendo lo stesso potere nella limitazione delle nascite della sterilizzazione delle femmine, è un intervento meno invasivo rispetto alla sterilizzazione stessa, perché, salvo casi particolari, non comporta una chirurgia addominale (laparotomia), ma solo un piccolo taglio nei pressi dello scroto. Nonostante questo fatto in Italia la castrazione del cane maschio non è una pratica comune, abitualmente si effettua solo in caso di particolari patologie: è sicuramente consigliata nel caso in cui uno o entrambi i testicoli siano ritenuti a livello addominale (criptorchidismo, monorchidismo). I testicoli che dopo l’anno di età non sono ancora discesi nel sacco scrotale vanno facilmente incontro a degenerazioni anche tumorali, che rimanendo celate alla vista possono portare a complicazioni anche gravi prima che si abbia modo di intervenire. Inoltre la patologia è geneticamente trasmessa, quindi è fortemente consigliabile evitare di far riprodurre il cane con questi problemi e sterilizzarlo precocemente. Un altro motivo che può portare alla decisione di castrare il proprio cane è l’ipertrofia prostatica, una patologia comune nel cane anziano intero. Sicuramente la castrazione è indicata anche nel caso in cui si riscontrino modificazioni di forma o dimensioni di uno o entrambi i testicoli, in associazione al riscontro di segni di neoplasia mediante esame ecografico. Per quanto riguarda la castrazione effettuata con l’auspicio che un cane aggressivo diventi più docile, o di interrompere l’abitudine di marcare il territorio – sebbene nell’immaginario collettivo queste siano le logiche conseguenze dell’intervento, purtroppo i risultati ottenuti non sono quasi mai quelli sperati. Questi comportamenti sono complessi e non esclusivamente legati alla sfera sessuale, quindi un miglioramento da questo punto di vista si può ottenere non tanto o esclusivamente con un intervento chirurgico, quanto con una rieducazione del soggetto. Solo una visita specialistica da parte di un veterinario comportamentalista può stabilire con sicurezza se la castrazione possa essere di aiuto in questi casi. Il cane dopo la castrazione può essere più calmo e può anche aumentare di peso: tutto ciò è legato al graduale esaurirsi degli ormoni maschili, tra i quali il testosterone (prodotto a livello testicolare), che tendono ad evidenziare maggiormente la vivacità e l’interesse a segnare il territorio e a ricercare le femmine. È per questa ragione che il cane dopo l’intervento deve essere nutrito con una dieta che non favorisca l’aumento di peso e deve mantenere una vita attiva, con passeggiate a fianco del proprietario.

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